BresciaOggi – 31 ottobre 2008

IL CONCERTO. A PALAZZO GAIFANI, IN CITTÀ

Un’altra serata di grande musica barocca attende questa sera gli appassionati: alle 20,45 nuovo appuntamento per il festival internazionale di musica antica di Brescia. A Palazzo Gaifani in città, in via Fratelli Bandiera, si esibirà l’ensemble «Il Giardino Armonico» per «A Venezia!», il tema della serata che sarà interamente dedicata alla gloriosa tradizione musicale della città lagunare tra Cinquecento e Settecento.

Un vero e proprio percorso antologico intorno all’operato dei protagonisti di quei secoli: da Dario Castello a Tarquinio Merula, da Giovanni Battista Buonamente a Giovanni Legrenzi, da Antonio Vivaldi a Baldassarre Galuppi.

In particolare, si potranno ascoltare brani come la «Ciaccona per due violini e basso continuo» di Tarquinio Merula; oppure musiche di Baldassarre Galuppi, ricordato per l’alto contributo portato con le numerose composizioni di musica strumentale rappresentate dal «Concerto a quattro in sol minore»; fino all’immancabile e sommo rappresentante della venezianità in musica, ossia Antonio Vivaldi che stasera sarà ricordato per l’attenzione riservata a flauto e flautino, protagonisti dei due concerti con archi e basso continuo.

«Il Giardino Armonico» sarà dunque protagonista di questa densa serata dedicata alla musica barocca. La formazione si compone dei violinisti Enrico Onofri e Marco Bianchi, della viola di Stefano Barneschi, del violoncello di Paolo Beschi, del contrabbasso di Giancarlo De Frenza e del liuto di Luca Pianca. Al clavicembalo siederà Riccardo Doni, mentre la direzione è affidata a Giovanni Antonini che suonerà anche i flauti durante i concerti vivaldiani.

Formatosi a Milano nel 1985 il gruppo diretto da Antonini è specializzato nell’esecuzione su strumenti originali. Il repertorio dell’ensemble, il cui organico varia da tre a trenta musicisti, si concentra sulla musica strumentale e vocale di Seicento e Settecento. «Il Giardino Armonico» è regolarmente ospite dei maggiori festival internazionali e svolge un’intensissima attività concertistica nei teatri e nelle sale da concerto di tutto il mondo.

Il concerto (ingresso 7 euro) è organizzato dall’Associazione Nuove Settimane BAROCCHE di Brescia con la direzione artistica dei maestri Emanuele Beschi e Francesco Lattuada. E parte del ricavato della serata sarà devoluto alla Croce Bianca.N.SPA.

Giornale di Brescia – 31 ottobre 2008

BRESCIA«A Venezia!» è il titolo del concerto che l’Ensemble Il Giardino Armonico diretto da Giovanni Antonini propone stasera alle 20,45 in palazzo Gaifami (via Fratelli Bandiera 22) per le Settimane Barocche. Il festoso palazzo affrescato dal Carloni ospita la sede della Croce Bianca, cui sarà devoluto una parte del ricavato della serata (ingresso 7 euro).

Il programma inizia con musiche di autori dal tardo ’500 al tardo ’600: “Sonata decimaquinta a quattro” di Dario Castello, Canzone a Quattro “La lusignola” e Ciaccona per due violini e basso continuo di Tarquinio Merula, Sonata per tre violini e basso continuo di Giovanni Battista Buonamente, Sonata seconda a quattro op. IX di Giovanni Legrenzi.

Il ’700 veneziano è rappresentato da Vivaldi con il Concerto in Do maggiore per flautino, archi e continuo RV 444 e dal Concerto in do minore per flauto, archi e continuo RV441, quindi da Baldassarre Galuppi con il Concerto a quattro in sol minore e ancora da Vivaldi col Concerto in Do maggiore per flautino, archi e continuo RV 443.

Il programma offre una panoramica sull’intensità e la varietà della musica a Venezia grazie alla presenza di compositori nati nella Serenissima, attivi e ricercati anche all’estero come il Castello, Vivaldi, Galuppi, accanto ai quali erano accolti musicisti provenienti dal Dominio veneto o da altre città o Nazioni. Merula, che operò un po’ dappertutto, era di Cremona, Buonamente di Mantova, Legrenzi di Clusone.

Sul piano stilistico-formale ognuno dei citati compositori portò un rilevante contributo: Dario Castello, violinista, all’alternanza polifonia-recitativo; Merula, organista, al virtuosismo, Buonamente alla tecnica del violino; Legrenzi e Galuppi alla sobrietà musicale; Vivaldi alla fantasia, applicata in particolare al Concerto solista.

Il Giardino Armonico, formatosi a Milano nel 1985 e diretto da Gabriele Antonini, è fra i più apprezzati Gruppi specializzati nell’esecuzione di musiche del Sei e Settecento con strumenti originali. Con un organico che varia dai 3 ai 30 componenti è ospite dei maggiori Festival internazionali e svolge attività concertistica in tutto il mondo. Ha inciso numerosi Cd, collabora con famosi solisti e dal 2007 è l’Orchestra Barocca residente al Centro Cultural Delibes di Valladolid. Stasera è formato da Enrico Onofri e Marco Bianchi violini, Stefano Barneschi viola, Paolo Beschi violoncello, Giancarlo De Frenza contrabbasso, Luca Pianca liuto, Riccardo Doni clavicembalo, Giovanni Antonini flauti e direzione.

BresciaOggi – 30 ottobre 2008

SETTIMANE BAROCCHE. APPLAUDITO CONCERTO ALLA QUERINIANA

La grandezza di Bach non solo attraverso la sua musica immortale e inarrivabile, ma anche attraverso un omaggio di chi lo studia e l’ammira. Questo il carattere del concerto che si è svolto l’altra sera nella sala di lettura della Biblioteca Queriniana di Brescia, annuale omaggio al sommo musicista tedesco che morì nel 1750 a Lipsia, proprio l’anno in cui veniva aperta al pubblico la Queriniana.

Un centinaio d’invitati – purtroppo la sala della Biblioteca è bellissima ma non troppo ampia – ha seguito il programma bachiano realizzato da Michele Barchi al clavicembalo e da Francesco Lattuada alla viola.

La serata, proposta nell’ambito delle Settimane Barocche, è iniziata con un vero e proprio omaggio a Bach da parte del clavicembalista Michele Barchi che ha presentato una sua composizione, una «Sonata in mi maggiore», realizzata appunto nello stile di Bach.

Conoscevamo bene le capacità interpretative di questo artista bresciano, un po’ meno la sua abilità come compositore; ma Barchi in questa occasione ha rivelato non solo di conoscere perfettamente i meccanismi – chiamiamoli così – di una forma così complessa com’è una Sonata del Settecento, ma anche la sua creatività davvero incantevole.

E’ seguita poi una composizione firmata da Johann Sebastian Bach, proposta in un’originale trascrizione: si tratta del Preludio e della Fuga tratti dalla celebre «Sonata per violini BWV 1001», interpretata da Francesco Lattuada alla viola per il Preludio, mentre la Fuga è stata affidata al solo clavicembalo. Molto belle entrambe le realizzazioni, grazie al timbro morbido della viola e al preciso gioco di Barchi sui due manuali del clavicembalo per la Fuga.

Anche l’ultima composizione in programma, la «Sonata in sol minore BWV 1029», è stata realizzata in trascrizione dall’originale per viola da gamba e cembalo, in un’interpretazione brillante e che ha visto un colloquio particolarmente serrato fra i due strumenti, con il bellissimo fugato finale a coronamento di quest’ultima prova.

In risposta ai calorosi applausi, altre sorprese attendevano il pubblico: Lattuada infatti ha presentato un altro omaggio di Michele Barchi, in questo caso al «Bach Milanese» Johann Christian – uno dei venti figli di Johann Sebastian – con un movimento di Sonata.

In definitiva, un concerto prezioso delle Settimane Barocche a Brescia, che proseguiranno domani sera a Palazzo Gaifani di via Fratelli Bandiera 22 con un appuntamento di straordinaria importanza: un programma dedicato a Venezia e realizzato dal celebre Giardino Armonico diretto da Giovanni Antonini.

L’ingresso al concerto di domani costa 7 euro e una parte del ricavato della serata andrà a favore della Croce Bianca di Brescia. L.FERT.

28 ottobre 2008, Brescia, Biblioteca Queriniana

Francesco Lattuada viola
Michele Barchi clavicembalo

Fotografie di Stefano Ferremi e Andrea Tiboni

BresciaOggi – 28 ottobre 2008
Biblioteca Queriniana. NELLA PICCOLA SALA IL CONCERTO DELLE NUOVE SETTIMANE BAROCCHE, SOLO AD INVITI

di Luigi Fertonani

Ingresso gratuito, ma per inviti, per il concerto delle Nuove Settimane Barocche in programma per questa sera alle 20.45 nella Biblioteca Queriniana di via Mazzini 1 a Brescia: l’affascinante ma di ridotte dimensioni sala della Queriniana impone infatti agli organizzatori un numero chiuso per questo appuntamento con la musica che si ripete da alcuni anni e che ha come al centro il grande Johann Sebastian Bach. Non tutti infatti sanno che la Biblioteca Queriniana di Brescia venne inaugurata nel 175, appunto l’anno della morte del grande genio musicale di Eisenach.

Questa sera in Queriniana, oltre ovviamente alla musica di Johann Sebastian Bach, due saranno i protagonisti chiamati a interpretarla: Francesco Lattuada alla viola e Michele Barchi al clavicembalo. E sarà proprio di Michele Barchi il primo omaggio a Bach, la «Sonata in mi maggiore» per clavicembalo. Poi seguiranno, dalla «Sonata in sol minore BWV 1001», il Preludio e Fuga trascritto dall’originale per violino. A concludere la seconda parte della serata e ancora di Johann Sebastian Bach la «Sonata in sol minore BWV 1029» che nell’originale era per viola da gamba e cembalo.

Il cembalo usato questa sera da Michele Barchi è una copia moderna tratta da un originale settecentesco di Christian Zell di Amburgo e realizzata soltanto tre anni fa a Parma dallo stesso Michele Barchi con la collaborazione di Odero Lusetti e di Petr Zefart.

Il violista Francesco Lattuada è uno strumentista eclettico: diplomatosi in violino e in viola, dopo gli studi al Conservatorio «Verdi» di Milano ha frequentato corsi di perfezionamento con Danilo Rossi, Jody Levitz, Vladimir Mendelsshon e Jürgen Kussmaul e ha conseguito il diploma d’onore presso l’Accademia Chigiana sotto la guida di Yuri Bashmet.

Ha ricoperto il ruolo di prima viola nei teatri d’opera italiani tra cui il San Carlo di Napoli, il Gran Teatro La Fenice di Venezia, il teatro alla Scala di Milano e in molte altre istituzioni orchestrali tra le quali la Filarmonica della Scala di Milano.

Ha realizzato numerose incisioni radiofoniche e discografiche, dedicandosi in particolar modo alla musica strumentale di area italiana.

Il clavicembalista Michele Barchi, che ha studiato al Conservatorio «Verdi» di Milano diplomandosi in pianoforte nella classe di Maria Isabella De Carli, successivamente, come autodidatta, ha conseguito il diploma in clavicembalo. Come solista ha registrato per la casa discografica Teldec vari cd

Giornale di Brescia – 28 ottobre 2008
Una Sonata del cembalista apre il concerto alla Queriniana in coppia con Francesco Lattuada. L’ingresso è ad inviti
BRESCIA È in programma stasera, alle 20.45, il tradizionale, atteso appuntamento delle Settimane Barocche nella Sala della Queriniana (via Mazzini 1), con ingresso ad inviti. È un «Omaggio a Bach» con protagonisti il violista Francesco Lattuada e il clavicembalista Michele Barchi.

Quest’ultimo è l’autore della Sonata in mi maggiore per viola da gamba e cembalo obbligato che apre la serata, seguita dal Preludio e Fuga dalla Sonata in sol minore BWV 1001 (originale per violino) e dalla Sonata in sol minore BWV 1029 (per viola da gamba e cembalo).
Scrive Barchi: «La Sonata in mi maggiore è stata scritta nel 1991 come esperimento compositivo ispirato allo stile strumentale e vocale bachiano, dal cui immenso corpus “traduce temi”… La scelta della tonalità rende il pezzo in certa misura impervio… La forma adottata è quella “tradizionale” in 4 movimenti… Lo sviluppo è nello stile del Concerto con ritornelli alternati a episodi in cui tra le due voci superiori e il basso si viene a creare un elaborato gioco imitativo».

Il resto del programma consta, logicamente, di trascrizioni. Bach infatti, pur suonando la viola da braccio, non scrisse opere per tale strumento, la cui letteratura si sviluppa praticamente dall’800. Ma il timbro della viola si addice benissimo al carattere intimo della prima Sonata per violino solo come alla Sonata in sol minore, ultima delle tre BWV 1027-1029 scritte dal Kammelmeister di Coethen per viola da gamba e particolarmente impegnative per il clavicembalo.

Barchi, bresciano, è diplomato in pianoforte e in clavicembalo al Conservatorio di Milano, costruisce e decora copie di clavicembali, spinette, virginali e organi (stasera suona un suo cembalo, copia del 1728). Ha fatto parte de Il giardino Armonico, registrato per radio e televisioni europee e statunitensi, inciso cd e un dvd. Ha suonato al Festival di Lucerna nei Concerti Brandeburghesi di Bach (direttore Abbado) e nel 2007 a Salisburgo quale maestro al cembalo per un oratorio di Scarlatti, direttore Muti. Con Elisa Citterio ha fondato l’ensemble Brixia Musicalis.

Lattuada, diplomato in violino e viola a Milano, ha frequentato corsi con celebri maestri e conseguito il Diploma d’onore alla Chigiana con Bashmet. Si divide fra impegni orchestrali (fa parte della Scala) e l’attività solistica e cameristica. Dal 2003, con Emanuele Beschi, si occupa dell’organizzazione delle Settimane Barocche.f. c.

 

 

 

 

Venerdì 24 ottobre 2008, Dello (BS), Pieve di Corticelle

Ensemble Il Furibondo
Marcello Scandelli concertatore e violoncello

Fotografie di Stefano Ferremi e Andrea Tiboni

Giornale di Brescia – 24 ottobre 2008

Alla Pieve di Corticelle, per le Settimane Barocche, l’ensemble strumentale Il Furibondo

DELLO Il violoncello è il protagonista del concerto di stasera, venerdì 24 ottobre, nell’ambito delle «Settimane barocche di Brescia». Alle ore 20,45 nella romanica Pieve di Corticelle a Dello si esibisce l’ensemble strumentale Il Furibondo, con Marcello Scandelli concertatore e solista; il gruppo è costituito da Fabrizio Cipriani e Michio Isaji (violini), Alice Bisanti (viola), Antonio Papetti (violoncello) e Davide Pozzi (cembalo).

In programma tre concerti di Antonio Vivaldi: il Concerto in la minore per violoncello, archi e continuo F 3 n. 4, il Concerto in re minore per archi, basso e continuo F 3 n. 7 e il Concerto in fa maggiore per violoncello, archi e basso continuo F3 n. 14. In programma anche il Concerto da chiesa op. 2 n. 4 per archi e basso continuo del veronese Felice Dall’Abaco e l’ouverture in re minore del toscano Francesco Barsanti.

Non si hanno notizie certe sul fatto che Antonio Vivaldi sapesse suonare il violoncello. Ciononostante il «Prete Rosso» scrisse più Concerti per violoncello e orchestra di ogni altro musicista suo contemporaneo: una trentina in tutto, stando alle ultime ricerche, benché almeno due di questi Concerti ci siano pervenuti incompleti.

Il grande interesse per il violoncello che questa corposa produzione testimonia è probabilmente dovuto al fatto che tra le «putte», le strumentiste cui Vivaldi insegnava all’orfanotrofio femminile dell’Ospedale della pietà di Venezia, ve n’erano sicuramente alcune dotate di spiccate doti virtuosistiche, quelle doti che Vivaldi intendeva mettere in luce in queste sue composizioni.

Marcello Scandelli ha studiato a Milano con Giuseppe Lanfranchini, primo violoncello della Scala, e poi con Paul Tortellier e il Trio di Trieste all’Accademia Chigiana di Siena. Nel 1996 ha fondato l’Ensemble Il Furibondo, gruppo strumentale di organico variabile permette di affrontare un ricco repertorio che spazia dalla canzone seicentesca al concerto, dalla cantata sacra a quella profana, dalla danza rinascimentale alla sonatistica settecentesca.

Il concerto odierno è a ingresso libero.

BresciaOggi – 23 ottobre 2008

MUSICA ANTICA. IL CONCERTO A BOTTICINO

Il Festival internazionale di Musica antica è approdato sabato scorso al Teatro Lucia di Botticino con una serata interamente dedicata al grande Franz Joseph Haydn.

Un’ora e mezza di musica galante e gradevole affidata all’ensemble la Gaia Scienza formato da Marco Brolli al flauto traversiere, Stefano Barneschi al violino, Paolo Beschi al violoncello e Federica Valli al fortepiano.

Tutto Haydn dunque, alla ricerca di quel clima accogliente e brioso dei salotti viennesi di fine Settecento. Il programma della serata, infatti, ha permesso di conoscere il genere musicale meno frequentato dell’immenso catalogo haydniano: i trii, genere divenuto di moda con la diffusione del pianoforte.

E sabato sera l’ensemble ha scelto di eseguire tre importanti esempi della composizione di Haydn coinvolgendo il flauto traversiere (precursore del flauto traverso contemporaneo) e il fortepiano per avvicinarsi il più possibile al contesto ambientale in cui questi brani venivano normalmente eseguiti.

La serata è stata aperta con l’esecuzione del «Trio in sol maggiore H XV n. 2 per flauto, violoncello e fortepiano», seguita dal «Trio in sol maggiore H XV n. 25 per violino, violoncello e fortepiano». La seconda parte del concerto ha coinvolto invece il «Trio in do maggiore op. 100 per flauto, violino e violoncello» e la «Sinfonia n. 94 “La sorpresa” nella versione per flauto, violino, violoncello e fortepiano».

I brani sono stati eseguiti dall’ensemble La Gaia Scienza con una riconoscibile consapevolezza stilistica che ha accompagnato felicemente gli interpreti, tesi a conferire un suono chiaro e solido, e sempre intriso di quella musicalità che ha permesso un comunicativo dipanarsi delle belle melodie haydniane.

Il pubblico numeroso ha applaudito ripetutamente i quattro musicisti, che hanno così regalato come bis l’esecuzione dell’ultimo movimento della Sinfonia.

Ricordiamo che il concerto è stato organizzato dall’Associazione Nuove Settimane BAROCCHE di Brescia con la direzione artistica di Emanuele Beschi e Francesco Lattuada. N.S.

Nuovo appuntamento in provincia, presso la Pieve di Corticelle in Dello, venerdì 24 ottobre alle ore 20.45, per il Festival internazionale di Musica antica Settimane barocche di Brescia. Protagonista l’Ensemble Il Furibondo diretto da Marcello Scandelli.

Concerto 24 ottobre

A seguire due appuntamenti in Città. Il 28 ottobre sempre alle ore 20.45, come da tradizione concerto bachiano presso la Biblioteca Queriniana, con Francesco Lattuada alla viola e Michele Barchi al cembalo; il 31 ottobre (ore 20.45) presso Palazzo Gaifami con Il Giardino Armonico di Giovanni Antonini.

Concerto 28 ottobre
Concerto 31 ottobre