Grande successo per il concerto di Brixia Musicalis, con Elisa Citterio violino solista e concertatore e Michele Barchi maestro di concerto al cembalo, tenutosi lo scorso 15 aprile a Pavia nell’ambito del cartellone di Luci Barocche, VII Stagione dei Concerti di Ghislierimusica.

Il concerto, che è parte integrante del cartellone di Rete Orfeo-Circuito Lombardo per la Musica Antica, sarà riproposto a Mantova presso il Teatro Bibiena per la stagione L’armonia e l’invenzione dell’Orchestra Barocca Zefiro in data 8 maggio; a Milano presso il Museo della Scienza e della Tecnologia per la stagione del Quartettone il 9 maggio; a Montichiari e a Brescia per le Settimane Barocche il 27 e il 29 settembre, come da programma sotto riportato:

TITOLO DEL PROGRAMMA:
“Artifizio & Sentimento”

TOMMASO ALBINONI (Venezia 1671-1750)
Sinfonia in la maggiore dalle Sinfonie a quattro per due violini, viola e basso
allegro – allegro

ANTONIO VIVALDI (Venezia 1678-Vienna 1741)
Concerto in mi maggiore per violino, archi e basso continuo RV 271 L’amoroso da La cetra
allegro – cantabile – allegro

FRANCESCO ANTONIO BONPORTI (Trento 1672-Padova 1749)
Concerto primo in la maggiore dai Concerti a quattro, due violini, alto viola, e basso, con violino di rinforzo opera undecima
allegro – siciliana, laghetto – allegro assai

ANTONIO VIVALDI
Concerto in si minore op. IX n. 12 per violino, archi e basso continuo RV 391 (con violino solista in scordatura) da La cetra
allegro non molto – largo – allegro

Concerto in re minore op. III n. 11 per 2 violini, violoncello, archi e basso continuo RV 565
da L’estro armonico
allegro – adagio e spiccato – allegro – largo e spiccato – allegro

Brixia Musicalis
Elisa Citterio, violino e direzione

Organici

Concerto a Pavia (15 aprile)

Elisa Citterio violino solista e direzione musicale

Anaïs Chen*, Mauro Massa e Alberto Stevanin, violini

Francesco Lattuada, viola

Marco Frezzato*, violoncello

Gianni Valgimigli, contrabbasso

Daniele Caminiti, tiorba

Michele Barchi, maestro di concerto al cembalo

Concerti a Mantova e Milano (8 e 9 maggio)

Elisa Citterio violino solista e direzione musicale

Anaïs Chen*, Rossella Borsoni e Claudia Combs violini

Francesco Lattuada, viola

Marcello Scandelli*, violoncello

Gianni Valgimigli, contrabbasso

Daniele Caminiti, tiorba

Michele Barchi, maestro di concerto al cembalo

Concerti a Montichiari e Brescia (27 e 29 settembre)

Elisa Citterio violino solista e direzione musicale

Anaïs Chen*, Rossella Borsoni e Claudia Combs violini

Francesco Lattuada, viola

Marco Frezzato*, violoncello

Nicola Dal Maso, contrabbasso

Daniele Caminiti, tiorba

Michele Barchi, maestro di concerto al cembalo

*prime parti soliste

Note al programma

È il violino il vero protagonista del programma odierno, che propone un excursus non soltanto attraverso l’opera vivaldiana, ma attraverso l’opera strumentale, sempre con il violino in primo piano, di autori fortemente legati all’ambiente veneziano che a Vivaldi diede i natali.

È di nobile famiglia veneziana il «musico di violino dilettante veneto», come amava definirsi, Tomaso Albinoni. La cui opera, al di là di quel poco che ci rimane della sua produzione operistica, che tanto successo gli ottenne in vita, conta una serie imponente di pagine strumentali, tra cui le Sinfonie a quattro, rimaste inedite. Pagine di interesse certo, se non altro per la freschezza dell’invenzione melodica, oltre che per la modernità della scrittura

Altro «dilettante di musica» è Francesco Antonio Bonporti, «gentilhuomo di Trento». Autore poliedrico, autonomo per scelte di stile e di linguaggio, di formazione corelliana (con Corelli studiò a Roma, città in cui seguì i corsi di teologia, allievo del Collegium Germanicum), eppure capace di percorrere strade nuove e personali. Prova ne sia, in particolare, il trattamento a cui Bonporti sottopone le parti violinistiche. Al riguardo non è da sottovalutare l’influenza che su di lui può aver esercitato, sin dalle prime prove in campo musicale, la buona tradizione violinistica della sua città d’origine, oltre che il contatto con l’ambiente padovano, dove trascorse gli ultimi anni di vita, non lontano da Tartini. In particolare, i suoi Concerti a quattro contano nei così detti Recitativi (brani specifici inclusi negli stessi Concerti) «momenti di intensa contemplazione lirica, in cui la fantasia di Bonporti riesce a trarre dalle corde del violino espressioni originalissime e in cui vocalità e strumentalismo si fondono».

Veniamo così a Vivaldi. Dalla sua raccolta La cetra, data alle stampe nel 1727 e dedicata all’imperatore Carlo VI, sono tratti due dei concerti che vanno a completare il programma odierno. Partiamo dall’RV 391, in cui è dichiarato l’omaggio allo stesso imperatore-dedicatario, nella scelta di utilizzare il violino solista in scordatura, artificio tecnico particolarmente diffuso e comunemente praticato proprio nei paesi di lingua tedesca. Intenso ed espressivo, RV 391 si caratterizza per il particolare «tono scuro e ombroso». Completamente diverso il clima che si respira all’ascolto di RV 271, L’amoroso. Il titolo del lavoro viene dal suo carattere appunto “amoroso”, «dato anzitutto dalla programmatica profusione di note ornamentali e abbellimenti in tutti e tre i movimenti». Il concerto «merita il titolo che porta proprio perché è l’unico concerto vivaldiano in cui tutti i movimenti sono segnati da una pervasiva scrittura ornamentata». A conclusione di programma una pagina celeberrima da una raccolta celeberrima. Il Concerto in re minore dall’Estro armonico – titolo significativo, che rimanda in modo evidente a modalità di composizione libere ed originali, in pieno gusto barocco – è infatti «emblematico dello stile della raccolta, caratterizzato dall’ambizione di fondere, in una sintesi dialettica, le prerogative della vulcanica sperimentazione vivaldiana con le maggiori esperienze compositive del contemporaneo concerto italiano».

Raffaella Valsecchi