Archi Magazine, settembre 2010

Di prossima presentazione il calendario dell’edizione 2010 del Festival Internazionale di Musica Antica, Settimane Barocche di Brescia.

Ancora una volta, la nuova edizione (26 settembre – 31 ottobre 2010), per la direzione artistica di Emanuele Beschi, conferma la scelta delle Settimane di essere al tempo stesso ribalta internazionale per i maggiori interpreti del repertorio barocco, ma anche trampolino di lancio per i giovani esecutori, che si affacciano al mondo del concertismo.

Ancora una volta quindi nomi eccellenti – da Jordi Savall a Marcello Gatti; da Enrico Gatti a Michele Barchi; da Gaetano Nasillo a Enrico Bronzi, a Sara Bennici; dall’Ensemble Aurora all’Ensemble SuonarCantando, ai Solisti di Cremona – si alterneranno sul podio delle Settimane che, come sempre, organizzano concerti in Città e in provincia, nei luoghi più rappresentativi dell’architettura barocca del territorio.

Ma non solo. Le Settimane, partner di ReteOrfeo-Circuito Lombardo di Musica Antica, ospiteranno, oltre al gruppo residente Brixia Musicalis, guidato da Elisa Citterio, Arìon Choir&Consort, diretto da Giulio Prandi, e l’Orchestra Barocca Zefiro con Alfredo Bernardini, ma anche il Quartetto Aglaia e la Reverdie, i cui concerti sono appunto parte integrante del programma di Rete.

Infine i giovani vincitori del Premio delle Arti saranno protagonisti, come lo scorso anno, dei fortunati “Sabati dei giovani talenti”, organizzati presso la sede bresciana delle Settimane, Piano Nobile di Palazzo Cottinelli, in collaborazione con la Direzione Generale per l’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Bresciaoggi, 9 settembre 2010

Foltissimo il pubblico, in occasione del concerto per due violoncelli barocchi qualche sera fa nella Sala del Piano Nobile in via Marsala, con Paolo Beschi ed Elinor Frey.

È stata un’ottima occasione per riascoltare il violoncellista bresciano, che purtroppo è tenuto lontano dalla vita concertistica cittadina grazie alla sua vita artistica internazionale. Il programma proposto era di grande interesse, perché si trattava di pezzi assolutamente rari, alcuni inediti, del primo Settecento, a partire da Francesco Paolo Supriano e continuando con Domenico Gabrielli per arrivare a Francesco Geminiani.

Tra l’altro sono state proposte forme musicali diverse, dalla Canzona alla Toccata fino a più articolate Sonate, tutte caratterizzate comunque da quella speciale cantabilità dei temi – seppure molte volte trattati in modo complesso e contrappuntistico – che tutto il mondo musicale europeo e che tutti i grandi musicisti hanno ascoltato ed imparato proprio qui, nel «Bel Paese».

Paolo Beschi ed Elinor Frey, con i loro bellissimi strumenti, hanno offerto al pubblico una prova vibrante e apprezzatissima, raccogliendo un successo caloroso dai numerosi appassionati presenti.

L.FERT.

Bresciaoggi, 9 Settembre 2010

Jordi SavallLA RASSEGNA. Inaugurazione domenica 26 settembre con il tradizionale concerto nella Pieve di San Pancrazio

Numerose le chiese della città che ospiteranno gli appuntamenti. Serata-clou il 27 ottobre con Savall nel Ridotto del Grande

Prenderà il via tra poche settimane la nuova edizione delle Settimane Barocche. Fra mille difficoltà, superate definitivamente in questi giorni – come ha detto il direttore artistico Emanuele Beschi – la nuova edizione inizierà domenica 26 settembre con l’ormai tradizionale concerto nell’affascinate Pieve romanica di San Pancrazio a Montichiari, con Marco Fracassi all’organo e i Solisti di Cremona impegnati nei famosi Concerti di Händel. Vari saranno anche quest’anno gli appuntamenti in provincia, da Limone del Garda con l’Ensemble «Il Furibondo» che proporrà quattro Quartetti giovanili di Mozart (30 settembre) al teatro Lucia di Botticino con l‘Ensemble «SonarCantando» per musiche di Caccini e Veracini (17 ottobre).

MA LA MAGGIOR PARTE dei concerti si concentrerà in città: il 2 ottobre la chiesa di San Gaetano ospiterà «Stella Mattutina», una serie di Inni alla Vergine nella Napoli Barocca con l’Arìon Choir & Consort diretto da Giulio Prandi, e nella stessa sede si terrà il 6 ottobre l’appuntamento con l’Ensemble la Reverdie in un programma di musiche di Dufay.

Altre chiese bresciane ospiteranno i concerti delle Settimane di Musica Barocca. Quattro appuntamenti nella chiesa di San Cristo: il 9 ottobre con l’Ensemble Aurora ed Enrico Gatti al violino, la sera dopo con l’Ensemble Brixia Musicalis e il Quinto Brandeburghese di Bach, il 12 ottobre con Marco Fornaciari e il repertorio tedesco per violino solo, il 15 con l’Orchestra Barocca Zefiro e Alfredo Bernardini all’oboe e alla direzione. Due gli appuntamenti nell’appena restaurata chiesa di San Giorgio: il 29 ottobre con Enrico Bronzi al violoncello e Michele Barchi al clavicembalo per musiche di Bononcini e Geminiani, e il 31 ottobre con i due violoncelli barocchi di Gaetano Nasillo e Sara Bennici per musiche di Boccherini e Graziani.

NON MANCHERANNO anche due concerti al Piano Nobile con allievi e maestri specializzati nel repertorio antico, provenienti da Conservatori italiani, e un appuntamento il 23 ottobre al Sancarlino con «L’arte della Fuga» di Bach realizzata dall’Ensemble Agláia.

Ma l’appuntamento forse più atteso dagli appassionati è quello con Jordi Savall, che suonerà il 27 ottobre nel Ridotto del Teatro Grande con un programma intitolato «La viole celtique» e realizzato, oltre che da Savall, anche da Andrew Lawrence-King all’arpa irlandese e al salterio.

Giornale di Brescia, 6 settembre 2010

BRESCIA Un insolito ma coinvolgente concerto per due violoncelli ha svolto la funzione di anteprima, sabato scorso nella sala di Piano Nobile in via Marsala, per la nuova edizione delle «Settimane Barocche» in programma a Brescia e provincia dal 26 settembre al 31 ottobre. Erano di scena il violoncellista Paolo Beschi, ben noto cofondatore dell’ensemble Il Giardino Armonico, e la giovane allieva statunitense Elinor Frey, di cui si è potuto ammirare l’indiscutibile e robusto talento.

Anche se questo concerto, come ha rivelato il direttore artistico di «Settimane barocche», Emanuele Beschi, è stato organizzato in pochissimi giorni, cogliendo praticamente al volo la presenza in Italia dei due artisti, il pubblico ha risposto in modo lusinghiero, riversandosi copioso nella bella ma raccolta sala di Piano Nobile. E valeva davvero la pena di ascoltare queste esecuzioni anche stando in piedi.

Il programma era tutto dedicato a compositori italiani attivi nella seconda metà del Seicento o nella prima del Settecento. Non bisogna dimenticare che il violoncello, ancor prima di essere reso immortale dalle sei Suite per strumento solista di Johann Sebastian Bach, nacque e si sviluppò proprio nel nostro Paese, trovando terreno fertile in città musicalissime quali Bologna, Venezia, Napoli. Altrove, per esempio in Francia e Inghilterra, si preferiva tra gli strumenti ad arco gravi la viola da gamba, ma col passare del tempo la sfida tra i due strumenti sarebbe stata vinta, ovunque, dal violoncello.

È molto positivo che oggi i violoncellisti specializzati nel repertorio d’età barocca, oltre a riproporre periodicamente il sommo Bach, si dedichino alla riscoperta degli antichi maestri italiani, alcuni dei quali, come Francesco Paolo Supriano, sconosciuti ai più. Paolo Beschi ed Elinor Frey, mostrando quel sincero entusiasmo per la ricerca che purtroppo manca ad altri musicisti più «routinier», hanno reso scintillante la musica del compositore secentesco Domenico Gabrielli, che richiede anche l’aggiunta di fioriture e variazioni non scritte, e hanno dato pieno splendore e maestosità a tre Sonate per violoncello e basso continuo di Francesco Geminiani e Giovanni Bononcini.

Una splendida occasione, dunque, per riscoprire il suono del violoncello barocco, strumento che all’epoca era privo di puntale e montava corde di budello.

m. biz.

Giornale di Brescia – 4 Settembre 2010

Il violoncellista Jordi Savall torna nella nostra città
tra i protagonisti delle «Settimane Barocche»

Questa sera in città l’anteprima delle «Settimane» con il concerto di Paolo Beschi e Elinor Frey

Il direttore artistico Emanuele Beschi: «Sedici appuntamenti, dalla musica medievale all’Arte della Fuga»

BRESCIA La città, crocevia della musica antica. Le prestigiose «Settimane Barocche di Brescia», da qualche tempo diventate «Festival internazionale di musica antica», giungono all’ottava edizione e tornano a spalancare i loro scrigni offrendo musiche, autori e panorami sonori tipici dell’Early Music interpretati dai maggiori specialisti oggi circolazione.

Ne parliamo con Emanuele Beschi direttore artistico e anima storica della rassegna. «Il concerto di stasera, anteprima del Festival – spiega -, avrà come protagonista Paolo Beschi, ogni anno invitato nella città natale di Bach in veste d’esecutore delle Suites per violoncello solo, insieme alla sua collega-allieva Elinor Frey, americana giovane, bella e talentuosa».

Appuntamento alle 21, ad ingresso libero, nella sede di Piano Nobile in Palazzo Cottinelli, in via Marsala 15 in città. I violoncellisti Beschi e Frey suoneranno un raffinato programma con musiche di Francesco Geminiani, Girolamo Frescobaldi, Domenico Gabrielli e Francesco Paolo Supriano. Toccate, Canzoni, Ricercari, Sonate, tra estasi e lacrime, trionfi e meraviglie antiche. Nel corso della serata sarà presentato il programma completo.

Come si articola quest’anno la rassegna? «Sedici concerti in città e provincia, con alcuni dei più importanti nomi al mondo, a cominciare da Jordi Savall, ancora a Brescia dopo qualche anno d’assenza, insieme all’arpa e al salterio di Andrew Lawrence-King. Le linee guida della nuova stagione stanno tutte nel sottotitolo “Sulle spalle dei giganti”, a evidenziare i legami che uniscono un compositore con tutti i maestri che l’hanno preceduto, una storia fatta di tradizione, affetti, studio, discepolanze, scuole, trasmissioni di sapere».

Da cinque anni le Settimane Barocche fanno parte del Réseau Europeén Musique Ancienne, la federazione dei maggiori festival internazionali del settore; dal 2008 è partner di ReteOrfeo, tra i più importanti circuiti concertistici italiani. Altri grandi nomi che ascolteremo nei vari appuntamenti? «la Reverdie, uno dei gruppi di musica medievale più accreditati, con un programma dedicato a Guillaume Dufay; l’ensemble Agláia eseguirà invece una speciale versione dell’Arte della Fuga, e poi l’orchestra Zefiro, Marco Fornaciari, e tanti altri nomi che non cito per non rovinare la sorpresa».

Quali linee fondanti vi hanno guidato in questi anni? «Siamo partiti dalle scoperte filologiche; alla prassi esecutiva storicamente informata abbiamo poi legato il gusto della ricerca, specie di autori bresciani, Gnocchi, Turrini, Bertoni, fra i molti. Infine, abbiamo sempre cercato luoghi caratteristici, dalla chiesa di S. Giorgio a quella di S. Gaetano, passando per San Cristo, la sede di Piano Nobile, Botticino, Limone sul Garda, nuova location, e il Santuario di S. Pancrazio a Montichiari, per il tradizionale spettacolo d’apertura».

Continua la collaborazione con Cremona? «Certo. Brescia, la città della viola, stringe i suoi rapporti con la città del violino: sono previsti alcuni concerti nell’ambito di Mondomusica, importante appuntamento artistico-imprenditoriale cremonese».

Altre novità? «In collaborazione con i Conservatori di Palermo e di Castelfranco Veneto, presenteremo giovani emergenti. Purtroppo non ci sarà l’atteso concerto in Queriniana, perché la biblioteca civica è in restauro. Infine promettiamo scintille con i concerti per organo di Händel».

Enrico Raggi