Bresciaoggi, 30 settembre 2011

Inaugurata a Montichiari presso la storica Pieve di San Pancrazio con un concerto che ha visto protagonista il gruppo residente, Brixia Musicalis, guidato da Elisa Citterio, con la partecipazione di un solista d’eccezione, come Gabrile Cassone (concerto replicato domenica 2 ottobre presso il Teatro San Carlino in Brescia); concerto inaugurale seguito dall’originale esecuzione della Messa in si minore di Bach per parte dell’Accademia Barocca di Ambronay, diretta da Sigiswald Kuijken; ebbene inaugurata a Montichiari lo scorso 25 settembre, l’edizione 2011 del Festival internazionale di Musica antica Settimane Barocche di Brescia prosegue giovedì 6 ottobre con un nuovo appuntamento che vedrà ancora protagonista Elisa Citterio.

La violinista bresciana proporrà, insieme a un quartetto di straordinari musicisti (Nicholas Robinson al violino, Gianni Maraldi alla viola, Jorge Alberto Guerrero al violoncello e Marco Testori al cembalo), già attivi in ambito internazionale, all’interno dei maggiori gruppi dediti all’esecuzione del repertorio barocco, un’originale trascrizione delle celeberrime Variazioni Goldberg di Johann Sebastian Bach.

Già con l’esecuzione della Messa in si minore, di cui s’è detto sopra, s’è intuito l’impegno delle Settimane nel proporre riletture delle maggiori pagine del Kantor in versioni che ne raccontino il colore sonoro originale, che ne restituiscano un’immagine, talvolta anche non solita, non lontana dalla sensibilità del Maestro e della sua epoca.

Il concerto del 6 ottobre, peraltro, inaugura la collaborazione tra le Settimane Barocche e la Fondazione Teatro Grande di Brescia. Il Grande ospiterà infatti, all’interno di un cartellone condiviso, altri due appuntamenti del Festival, come da calendario.

A due soli giorni di distanza dal concerto di Elisa Citterio e del suo gruppo, le Settimane ospiteranno un’originale proposta, firmata Vanni Moretto, altro grande interprete e studioso del repertorio barocco. Il progetto di Moretto, alla guida del suo gruppo Atalanta Fugiens, propone un confronto ideale, quasi un ponte estetico, tra la musica di Francesco Zappa, musicista attivo in italia nella seconda metà del Settecento, e il mitico Frank Zappa, la cui musica Moretto prova a costringere entro forme classiche.

Il concerto, che si terrà alle ore 21.00 di sabato 8 ottobre nella splendida cornice della Chiesa di San Cristo e che è inserito nel cartellone congiunto del Circuito Lombardo di Musica Antica di cui le Settimane sono partner, sarà preceduto da una conferenza di Jacopo Franzoni (alle ore 19.30) che introdurrà il pubblico nei segreti del programma, misterioso fin nel titolo, Zappa’s revenge.

La conferenza inaugura un ciclo di quattro incontri, che, a latere del programma concertistico del Festival, sono pensati al fine di offrire al pubblico momenti di approfondimento di specifici temi musicali e di specifiche problematiche legate all’esecuzione o all’applicazione della musica in ambiti diversi.

Bresciaoggi, 20 settembre 2011

Giornale di Brescia, 21 settembre 2011

Passioni e bizzarrie, la musica antica parla all'uomo d'oggi

«Quale sentimento dell’uomo è escluso dal potere della musica? L’arte dei suoni suscita, muove e scatena le “humane passioni”. Impossibile resistervi. Nessun linguaggio riesce a esprimere i moti dell’animo in maniera così diretta». Punta diritto al cuore del titolo Emanuele Beschi, direttore artistico delle Settimane Barocche di Brescia, Festival internazionale di musica antica giunto alla sua nona edizione, vetrina di lusso dei nomi più prestigiosi dell’Early Music.

«Le Umane Passioni» è anche il titolo dell’unico programma interamente vivaldiano dei venti appuntamenti, chiaro rimando al contenuto «affettivo» della musica del Prete Rosso, sempre interessato a rappresentare movimenti interiori, gioie e tormenti dell’umano sentire. Prosegue Beschi: «Il Barocco è un’epoca molto vicina alla nostra sensibilità. Gli affetti estremi, le bizzarrie, l’estro fantastico, la volontà di trasgressione e la ricerca del nuovo del Sei-Settecento, entrano facilmente in sintonia con il pubblico moderno. Ogni spettacolo illuminerà in maniera diversa e personale il titolo della nuova stagione: il quadro si preannuncia variegato, poliforme, centrifugo».

Intrigante anche la presenza di interpreti dell’Europa nord-orientale. «Da qualche anno la musica antica ha conosciuto grande espansione nei paesi baltici e nordici in genere. Il gruppo vocale estone Heinavanker affronterà un repertorio di canti runici e di gregoriano composto da Hildegard von Bingen, una figura straordinaria. Il direttore d’orchestra danese Lars Ulrik Mortensen ci presenterà invece la freschezza della scuola scandinava. Per i prossimi anni è previsto un gemellaggio con la città di New York; negli Usa la musica italiana dei secoli scorsi è studiata, eseguita, molto apprezzata».

Proposte stuzzicanti? «”La vendetta di Zappa” è una chicca speciale. Il concerto prevede brani originali di Francesco Zappa, compositore milanese di metà ‘700, e composizioni in stile classico basate su temi di Frank Zappa, il famoso musicista rock. Un avvincente gioco di rimandi incrociati fra presente e passato. E poi non poteva mancare, a Brescia, un concerto di madrigali di Marenzio».

Altre nuove collaborazioni? «Le Settimane Barocche si sono aperte alle passioni etiche di InterMed, una Onlus che lavora contro la sofferenza infantile nel mondo; è nata anche una bella sinergia con la Fondazione Teatro Grande. Sono previste pure quattro importanti conferenze. Non possiamo proporre solo autori di richiamo e dimenticare la ricerca, la sperimentazione, gli intenti educativi che ci hanno mossi da sempre».
L’ingresso ai concerti costa 10 euro (per i giorni 2, 6, 8, 12, 15, 18, 23, 28, 30 ottobre; 4, 12 novembre). Gli altri appuntamenti sono a ingresso libero. Per i giovani fino a 25 anni l’ingresso è gratuito. Prenotazioni: 030.2691261, [email protected][email protected] Altre informazioni su www.settimanebarocche.com.

Enrico Raggi

Bresciaoggi, 20 settembre 2011

Le umane passioni: tra Marenzio e Bach spunta Frank Zappa

Giornale di Brescia, 20 settembre 2011

Sedici concerti e quattro conferenze formano il nuovo cartellone delle Settimane Barocche, in programma da domenica 25 settembre fino a sabato 12 novembre. Si tratta di un’edizione particolarmente significativa, sia per i musicisti invitati, sia per le scelte tematiche. Tra le serate di maggior rilievo si segnalano l’esecuzione della grandiosa Messa in si minore di Bach con l’Accademia barocca di Ambronay (nella foto), diretta da Sigiswald Kuijken, il concerto monografico dedicato a Luca Marenzio con La Compagnia del Madrigale, un originalissimo omaggio «barocco» a Frank Zappa e il concerto vivaldiano dell’ensemble La Magnifica Comunità diretto da Enrico Casazza, che fornisce anche il titolo all’intera rassegna: «Le umane passioni». Confermati anche per quest’anno l’appartenenza al Circuito Lombardo di Musica Antica, il sostegno istituzionale di Regione Lombardia, Provincia e Comune di Brescia (ai quali si aggiunge ora la Circoscrizione Centro) e Comune di Montichiari, le collaborazioni con Mondomusica di Cremona e con il Ministero dell’Università nell’ambito del «Premio delle Arti» per le sezioni di musica antica; rinsaldato infine il legame con il massimo teatro cittadino mediante una collaborazione ufficiale con la Fondazione del Grande.

Se si eccettua il concerto inaugurale di domenica prossima, 25 settembre, a Montichiari (con l’ensemble Brixia Musicalis e il celebre trombettista Gabriele Cassone) e il successivo del 30 al salone Mondomusica di Cremona, tutti gli appuntamenti avranno luogo in città: al Ridotto del Grande, nella basilica delle Grazie, nelle chiese di San Cristo e di San Giorgio, al Sancarlino. È dunque chiaro l’intento di valorizzare luoghi rilevanti del centro storico.
Il direttore artistico Emanuele Beschi rilancia le ambizioni internazionali di una rassegna che l’anno prossimo festeggerà il traguardo del decennale (2003-2012).

In questo ambito si collocano il concerto dell’Ensemble Heinavanker dedicato a «Hildegard von Bingen e il repertorio estone» (22 ottobre) e quello conclusivo del 12 novembre con la European Union Baroque Orchestra, diretta da Lars Ulrik Mortensen. Ma le Settimane barocche «intendono anche essere un trampolino di lancio per giovani esecutori che si affacciano al mondo del concertismo», ed ecco allora la presenza di strumentisti e cantanti molto promettenti, accanto ai nomi più affermati.

Il maestro Beschi ha infine illustrato il concerto del gruppo Atalanta Fugiens, diretto da Vanni Moretto che in assoluto presenta il titolo più curioso: «Da Milano a Los Angeles, Zappa’s Revenge». Quando Frank Zappa, nel 1983, cercò il proprio nome sull’autorevolissimo dizionario musicale «The new Grove», trovò poche righe dedicate a un quasi omonimo Francesco Zappa, ignoto compositore milanese della metà del Settecento. La «vendetta» (Revenge) di Zappa consiste appunto in un riarrangiamento «à rebours» di motivi di Frank Zappa in puro stile barocco.

Marco Bizzarini

Emanuele Beschi, Direttore artistico del Festival internazionale di Musica antica Settimane Barocche di Brescia, ha preso parte ieri alla conferenza stampa di presentazione del cartellone autunnale della Fondazione Teatro Grande di Brescia.

Invitato dal Sovrintendente Umberto Angelini a prendere la parola, Emanuele Beschi ha sottolineato il valore aggiunto dell’importante collaborazione che nasce quest’anno con la Fondazione Teatro Grande, non mascherando la propria soddisfazione per l’inserimento di tre concerti del cartellone delle Settimane Barocche nel programma della Fondazione stessa.

Una sinergia che onora le Settimane Barocche e che amplia l’offerta artistica del pubblico delle Settimane e della Fondazione.

La nuova edizione, per la direzione artistica di Emanuele Beschi, conferma la scelta delle Settimane di essere al tempo stesso ribalta internazionale per i maggiori interpreti del repertorio barocco, ma anche trampolino di lancio per i giovani esecutori, che si affacciano al mondo del concertismo.

Ancora una volta quindi nomi eccellenti – da Sigiswald Kuijken a Gabriele Cassone, dal Furibondo con Marcello Scandelli ad Atalanta Fugiens con Vanni Moretto, all’Ensemble Zefiro con Alfredo Bernardini, all’Accademia del Ricercare di Pietro Busca, alla Magnifica Comunità con Enrico Casazza – si succederanno sul podio delle Settimane, per una serie ampia di concerti in Città, cui si uniscono gli appuntamenti in provincia nei luoghi più rappresentativi dell’architettura barocca del territorio. Su tutti la Pieve di San Pancrazio, anche quest’anno sede della serata inaugurale.

Ma non solo. Le Settimane, partner del Circuito Lombardo di Musica Antica, ospiteranno, oltre al gruppo residente Brixia Musicalis, guidato da Elisa Citterio, il citato Ensemble Zefiro con Alfredo Bernardini, ma anche l’Accademia Barocca di Ambronay e l’Orchestra Barocca dell’Unione Europea, i cui concerti, frutto del lavoro svolto durante la residenza in Italia, sono appunto parte integrante del programma di Rete.

Infine i giovani vincitori del Premio delle Arti ancora una volta protagonisti, come negli ultimi due anni, del fortunato appuntamento “Il sabato dei giovani talenti”, organizzato, secondo tradizione, presso la sede bresciana delle Settimane, Piano Nobile di Palazzo Cottinelli, in collaborazione con la Direzione Generale per l’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Veniamo così al titolo dell’edizione 2011, Le Umane Passioni, che è altresì il titolo dell’unico programma interamente vivaldiano presente in cartellone. Chiaro il rimando al contenuto affettivo della musica di Antonio Vivaldi, all’intento programmatico che spesso distingue i suoi lavori. Ma non solo. La musica, capace di suscitare, muovere, scatenare Le Umane Passioni, si fa altersì portatrice di un messaggio, intriso di passione e sentimento, che nessun linguaggio è capace di esprimere in modo così diretto. Non c’è altro idioma artistico in grado di colpire l’umano sentire al pari della musica; nessuno che sia in grado di esplicitare, come la musica, ciò che anche la parola parlata talvolta non sa dire.