4 ottobre 2005 | Giornale di Brescia
di Fabio Larovere

Eccezionale concerto inaugurale per la terza edizione delle «Nuove settimane barocche» venerdì sera nella settecentesca cornice del salone Marchetti di Chiari.

Serata eccezionale per diverse ragioni. Anzitutto per la presenza di un validissimo trio di solisti, tra cui spiccava Roberto Gini, uno dei maggiori interpreti del repertorio barocco, affiancato dall’arpista Marta Graziolino e dal clavicembalista Giovanni Togni. Eccezionale era anche il repertorio, non particolarmente noto al grande pubblico ma ricco di suggestione, dedicato alla viola da gamba ed alla «Viola bastarda», strumento antico dalle straordinarie potenzialità espressive, ben valorizzate dall’esecuzione sempre rigorosa e raffinata di Gini.

Non ultimo motivo di interesse della serata era la possibilità di ascoltare una viola da gamba cinquecentesca – e non la copia, come annunciato – esposta in questi giorni alla mostra «Storia di una viola» a palazzo Martinengo e di probabile fabbricazione bresciana.

Il concerto si è poi trasformato in una piacevolissima lezione grazie alle puntuali ed appassionate introduzioni di Gini ai brani in programma dello spagnolo Diego Ortiz e degli italiani Orazio Bassani, Girolamo Della Casa e Riccardo Rognoni, oltre che del celebre Girolamo Frescobaldi. Gini non ha nascosto la sua emozione nel poter suonare uno strumento muto da oltre 400 anni, «strumento vivo – ha detto – dal carattere molto forte».

In effetti il suono aspro della viola è risuonato con particolare vigore nella sala, riscattato dalla morbidezza di fraseggio di Gini, che ha impresso alla sua esecuzione un intimo afflato poetico.

Il musicista ha spiegato che nel XVI secolo «spesso il soggetto musicale è una composizione già esistente, trasformata dai musicisti in diversi modi, secondo il gusto e l’estetica del Barocco, per cui le forme musicali ne ripetono le forme architettoniche». Nel concerto se ne è avuto un importante esempio con le diverse rielaborazioni eseguite sull’allora celebre aria «doulce memoire» oppure con le «diminuzioni» dei compositori Dalla Casa e Riccardo Rognoni sul madrigale «Ancor che col partire» di Cipriano De Rore.

Il tutto ha trovato squisiti esecutori anche nell’arpista Graziolino, chiamata a sostituire l’annunciata Loredana Gintoli, indisposta, e nel clavicembalista Togni.

Applausi calorosi dal discreto pubblico intervenuto, particolarmente attento e interessato.