Giornale di Brescia – 26 settembre 2008

Rassegna ad ampio spettro: il viaggio parte dal Cinquecento per arrivare sino a composizioni contemporanee in chiave antica Estasi barocche attraverso i secoli d’oro Il cartellone presenta una larga predominanza di concerti strumentali, affidati a solisti di fama e gruppi da camera

«Estasi barocche: musiche dei secoli d’oro». Così recita il motto delle Settimane barocche di Brescia, la cui sesta edizione si svolgerà in città e provincia da domenica 28 settembre a mercoledì 5 novembre.
Soffermiamoci dapprima sull’espressione «secoli d’oro». Scorrendo i programmi dei concerti si nota che l’estensione cronologica delle musiche prescelte è davvero molto ampia. Si passa, ad esempio, dal primo Cinquecento del liutista bresciano Vincenzo Capirola fino al pieno classicismo viennese di Haydn e Mozart. I secoli coinvolti sono dunque tre: XVI, XVII e XVIII. Addirittura quattro se teniamo conto delle composizioni scritte ai nostri giorni dai maestri concittadini Michele Barchi e Gianfranco Facchinetti in omaggio allo stile barocco. Anche le Settimane barocche, dunque scelgono la via di un’offerta molto variegata, evitando di ancorare il proprio raggio d’azione a orizzonti troppo specialistici.

Rispetto alle ultime edizioni, il cartellone presenta una larga predominanza di concerti strumentali, affidati a solisti di fama e gruppi da camera. Non mancano tuttavia produzioni vocali molto importanti.

L’appuntamento a ingresso libero di martedì 7 ottobre nella chiesa di Santa Maria del Carmine si distingue per il prestigio degli interpreti e per la raffinatezza del programma: i solisti e l’orchestra dell’Accademia barocca di Ambronay (dove si svolge uno dei principali festival europei di musica antica) affronteranno con la direzione di Jean Tubéry la «Missa in illo tempore» di Monteverdi e soprattutto un’ampia antologia di musiche sacre e strumentali del veneziano Giovanni Gabrieli (1555-1612). È questo un repertorio di grande sontuosità poiché Gabrieli si avvale della scrittura policorale, in cui voci e strumenti, accuratamente disposti nello spazio con effetti che oggi definiremmo stereofonici, mirano a evocare l’armonia dei cori celesti. Un altro motivo d’interesse è costituito dalle musiche strumentali appartenenti al repertorio della «canzone da sonar», in cui Gabrieli mostra di aver subìto l’influenza dei numerosi compositori bresciani specializzati in quel particolare repertorio, uno dei rari casi in cui non fu Brescia a seguire l’esempio di Venezia ma viceversa.

Un altro importante concerto sinfonico-corale è quello dell’Arìon Choir and Consort diretto da Giulio Prandi in programma sabato 11 ottobre nella chiesa del Centro pastorale Paolo VI: nell’occasione si potranno ascoltare rare musiche sacre del bolognese Giacomo Antonio Perti (1661-1756) accanto a opere di Michael Haydn, fratello del più celebre Franz Joseph, e del giovane Mozart, del quale verrà proposto il raro ma interessantissimo offertorio «Misericordias Domini» che il ragazzo prodigio inviò al suo mentore bolognese, padre Giovan Battista Martini, ottenendo un giudizio assai lusinghiero.

Tra i numerosi concerti di musica strumentale spicca quello del 31 ottobre che avrà luogo a palazzo Gaifani, sede cittadina della Croce Bianca, in via fratelli Bandiera 22. Sarà di scena il rinomato ensemble del Giardino Armonico con il suo organico classico: Enrico Onofri e Marco Bianchi ai violini, Stefano Barneschi alla viola, Paolo Beschi al violoncello, Giancarlo De Frenza al contrabbasso, Luca Pianca al liuto, Riccardo Doni al clavicembalo, Giovanni Antonini ai flauti e alla direzione. Oltre a musiche di Vivaldi, tra cui il Concerto per flautino e archi RV 433, verranno proposti importanti autori del Seicento padano, da Castello a Merula, da Buonamente a Legrenzi.
Chiuderà la rassegna, mercoledì 5 novembre nell’auditorium San Salvatore di Rodengo Saiano, un concerto dell’orchestra barocca Zefiro diretta dall’oboista Alfredo Bernardini con un pregevole omaggio alla musica del Settecento veneziano da Albinoni a Galuppi.

Anche quest’anno le Settimane barocche formano una rassegna itinerante: oltre a diverse sedi della città, tra cui la Biblioteca Queriniana e il Ridotto del Teatro Grande, saranno coinvolti i Comuni di Nave, Botticino, Dello e Rodengo Saiano. Per gli appuntamenti in città, a eccezione di quello gratuito nella chiesa del Carmine, i biglietti d’ingresso costeranno 7 euro (gratis per minorenni e universitari). Il concerto in Queriniana è a inviti e riservato agli abbonati. L’abbonamento all’intera stagione costa 25 euro e si può prenotare telefonando al 348/6447432.

Marco Bizzarini