Giornale di Brescia, 25 settembre 2010

Attesa per il vulcanico virtuoso d’uno strumento antico ed attualissimo

Strumento antico, ma anche contemporaneo, attualissimo e perfino interetnico: sembra non avere confini il rinnovato successo della viola da gamba, che può oggi contare su una folta pattuglia di eccellenti virtuosi, idealmente capitanati dal vulcanico Jordi Savall, uno degli ospiti più attesi delle prossime «Settimane barocche».

Sono passati quasi vent’anni da quando uscì sugli schermi il film di Alain Corneau «Tous les matins du monde» dedicato alla vita dell’antico gambista francese Marin Marais. Grazie a questa pellicola, della cui colonna sonora si prese cura lo stesso Savall, il grande pubblico poté scoprire il fascino del nobilissimo strumento ad arco, che ebbe momenti di grande splendore nel Rinascimento e nell’età barocca. All’epoca, infatti, non solo la viola da gamba veniva spesso impiegata nei più diversi ensemble vocali e strumentali, ma poteva anche contare su un repertorio solistico molto ampio.

Vissuto tra il 1656 e il 1728, Marin Marais si potrebbe definire come una sorta di Liszt della viola da gamba: le sue bellissime raccolte di «Pièces de viole», paragonabili per maestria alle quasi contemporanee «Pièces de clavecin» di François Couperin, si possono oggi riascoltare in eccellenti esecuzioni discografiche dopo secoli di oblìo. E che la viola da gamba sia tornata d’attualità è confermato anche dalla diffusione del suo insegnamento in un numero sempre maggiore di Conservatori e istituti musicali.

Ma la «renaissance» dello strumento non si ferma qui, poiché Jordi Savall ha ampliato il suo campo d’azione sia nella direzione del passato remoto, occupandosi degli antenati medievali della viola da gamba, sia della contemporaneità, scrivendo egli stesso nuove musiche ad hoc.

Un ulteriore sviluppo riguarda l’apertura al mondo sconfinato della musica etnica. Proprio in questo ambito si colloca il concerto in programma mercoledì 27 ottobre al Ridotto del Teatro Grande, nel quale verranno eseguite al «dessus de viole» (viola da gamba soprano) brani della tradizione popolare irlandese e scozzese. Qual è il legame di questa musica con l’età barocca?

La risposta si trova in un documento inglese del 1602: «Si eseguono molti balli popolari alla presenza di sua Maestà la regina che ne è straordinariamente deliziata; le arie irlandesi sono ora molto di moda».

m. biz.