24 settembre 2008 | Giornale di Brescia
Presentata la sesta edizione delle Settimane Barocche, che si avvale di un ensemble residente e si allarga a vari Comuni bresciani.
Ci sarà anche spazio per un omaggio al contemporaneo Facchinetti

Non sono più «Nuove» le Settimane Barocche di Brescia, come nelle cinque edizioni precedenti, ma semplicemente «Settimane Barocche», intendendo così ritrovare e rinnovare il legame profondo con la linfa musicale della città (cioè con la sua tradizione liutaria) a 49 anni dall’originale, prima Settimana di Musica Barocca, che fu una novità assoluta e precorse simili eventi internazionali.

Così il Presidente della Provincia Cavalli ha introdotto ieri la presentazione della rassegna, che offre molteplici motivi d’interesse. Con la cancellazione dell’aggettivo «nuove» dall’intitolazione il Festival si ristruttura, cambia immagine con un «logo» di copertina di forte impatto (il viso della Proserpina rapita del Bernini, col viso solcato da una lacrima), é entrata nella «rete» dei Festival lombardi di Musica antica (Circuito Orfeo) e, facendo parte del REMA, si estende all’estero proponendo un concerto in collaborazione con il Festival di Ambronay in Francia.

Le Settimane Barocche hanno un ensemble «in residenza», Brixia Musicalis, come le altre città interessate all’operazione nel circuito lombardo: Pavia, Mantova e Milano, ensembles che sono circuitati. A Cremona i concerti avvengono negli spazi espositivi di Mondomusica (Fiera internazionale della liuteria) e l’anno scorso proprio le Settimane Barocche hanno promosso l’importante mostra per la liuteria bresciana «Gio:Paolo Maggini. Secoli di dettagli», in cui Brescia è stata indicata come città della viola mentre Cremona come città del violino.

Sui concerti distribuiti nel territorio bresciano (Montichiari, Nave, Botticino, Dello, Rodengo Saiano), che auspica sempre più numerosi dato il favore che hanno incontrato, si è soffermato l’assessore Minini nel ricordare il sostegno che all’iniziativa forniscono l’Amministrazione provinciale e – fatto significativo – aziende locali che ne hanno compreso l’importanza.
La dott. Zanferrari, in rappresentanza della Regione Lombardia, ha confermato il sostegno per la ricchezza e il pregio degli eventi.
Emanuele Beschi, direttore artistico con Francesco Lattuada delle Settimane Barocche, ha anticipato che l’edizione 2009, quella del cinquantesimo, interesserà molto il pubblico dei giovani, perché allargherà il campo culturale toccando anche altre arti. Un indice di questa linea lo si individua nei luoghi «barocchi» dei concerti in città (e che per questa ragione saranno tutti ripresi da Teletutto) compresa il magnifico salone di Palazzo Gaifami in via Fratelli Bandiera (sede della Croce Bianca), che non tutti conoscono.

Ai numerosi concerti in calendario se ne aggiunge uno straordinario il 3 novembre al Ridotto del Grande, un «Omaggio a Giancarlo Facchinetti». Il compositore contemporaneo bresciano, che due anni fa compose un brano che ebbe grande successo nell’esecuzione di Brixia Musicalis alle Grazie, stavolta ha scritto una Sonata da Camera per archi, cembalo e danzatrice. Il maestro ha spiegato la natura del pezzo: si riallaccia alla tradizione barocca che univa musica e danza ed ha utilizzato un linguaggio compositivo vario,che va’ da quello di Haendel a suggestioni ottocentesche con alcuni elementi politonali nei primi due tempi mentre il terzo è un saltarello scatenato in cui un ironico clavicembalo «fa il verso» al pianoforte. La danzatrice sarà Elisabetta Bracchi.

Il violista Francesco Lattuada ha sottolineato che l’ensemble Brixia Musicalis, diretto dalla violinista Elisa Citterio, per la prima volta inaugura il Festival e si avvale di una solista bresciana di fama, la mandolinista Dorina Frati che fa parte di ensembles internazionali. Due sono i Complessi con un organico importante: l’Orchestra Barocca Zefiro e l’Arion Choir and Consort. Fra le new entry, da citare il soprano Cassinari, gli Ensembles Estro Cromatico e Il Furibondo. Lattuada ha ricordato che il flautista Giovanni Antonini e il clavicembalista Ottavio Dantone, in duo al Ridotto del Grande, sono entrambi in cartellone alla Scala come direttori. Il tradizionale Omaggio a Bach nella Biblioteca Queriniana offrirà la prima esecuzione di una Sonata per viola e cembalo composta dal clavicembalista bresciano Michele Barchi, che la proporrà in duo con Lattuada.

f. c.