13 ottobre 2005 | Bresciaoggi
di Nadia Spagna

Un solo, prezioso strumento in mostra a Palazzo Martinengo per le «Settimane Barocche». Un’opera di alta liuteria, risalente ad un’epoca precedente il 1552

Viola da gambaLa terza edizione del Festival Nuove Settimane Barocche è accompagnata da una piccola mostra dedicata al tema della liuteria e curata dall’Associazione Officina Musicale.

“Storia di una viola”: questo il titolo della piccola mostra allestita a Palazzo Martinengo e dedicata appunto allo strumento musicale per eccellenza del Rinascimento: la viola da gamba.

Si trattava di uno strumento suonato in diverse taglie, alla stregua del più moderno e noto violoncello, e da esso differiva nella forma della cassa armonica (fondo piatto, spalle spioventi) e nel manico che si presentava tastato (cioè con tacche orizzontali ad indicare la collocazione delle note principali, come avviene per il liuto o la chitarra). La viola da gamba era uno strumento nobile e amato che nel corso del Cinquecento e del Seicento è stato oggetto di progressive trasformazioni fino a coesistere e probabilmente ad influenzare la nascita e l’evoluzione della famiglia dei violini (violino, viola, violoncello e contrabbasso).

La viola protagonista ed unica interprete della mostra, è il risultato delle molteplici trasformazioni subite dalla famiglia delle viole da gamba, conquistando qui una forma sinuosa e senza punte, che ricorda un otto allungato, molto simile a quella della chitarra rinascimentale coeva.

Lo strumento esposto è di proprietà di una famiglia bresciana che ha concesso agli organizzatori di studiarlo ed esporlo affinché possa esemplificare i risultati di anni di studi organologici condotti su antichi strumenti di fabbricazione locale.

La viola è stata naturalmente restaurata e sono state sostituite le parti danneggiate dal tempo e dall’uso scorretto (è stata, infatti, suonata a mo’ di violoncello). Ciò non impedisce di coglierne le ottime fattezze, così come i segni del lavoro di chi cinque secoli fa ha lavorato per la sua nascita.

Ma per percorrere il sentiero della vita di questa viola gli studiosi si sono avvalsi sia delle moderne tecniche disponibili – come l’esame dendrocronologico che, collocando il legno in un’epoca precedente il 1552, ha permesso di escludere l’ipotesi che si trattasse di un falso storico -, così come del lavoro comparativo con affreschi coevi che riproducono strumenti di medesime fattezze e che sono serviti per riportare lo strumento alla forma originaria.

Uno strumento solo per una piccola ma densa mostra, dunque, che offre al curioso e allo studioso l’opportunità di osservare un’opera di alta liuteria raramente visibile nelle sue fattezze originali.

La mostra prosegue fino al 5 novembre ed è visitabile durante il fine settimana (venerdì, sabato e domenica dalle 14.30 alle 19). L’ingresso è libero ed è possibile acquistare il catalogo edito da Eric Blot che, oltre ad essere chiaro ed esaustivo, possiede delle ottime riproduzioni fotografiche dello strumento.