Giornale di Brescia, 22 settembre 2010

«Brescia torna a essere uno snodo fondamentale della musica antica. Le Settimane Barocche entrano nella loro piena maturità, accanto ai maggiori Festival europei del settore». È soddisfatto Emanuele Beschi, direttore artistico e motore infaticabile della rassegna concertistica, giunta ormai alla sua ottava edizione, mentre illustra la nuova stagione, in compagnia del maestro Ezio Rojatti, rappresentante della Provincia con delega alla Cultura. Sedici concerti, dal 26 settembre al 31 ottobre, sparsi fra città e provincia, con alcuni tra i migliori interpreti oggi in attività. «L’edizione 2010 prende le mosse da una massima medievale attribuita a Bernardo di Chartres – spiega Beschi – riassunta dal titolo “Sulle spalle dei giganti”: da intendersi in una duplice accezione, sia per la statura dei compositori presentati, sia per la grandezza artistica degli interpreti che il pubblico bresciano potrà ammirare».

«Molte volte – rileva Beschi – l’incontro con un grande esecutore è diventato esempio, modello, ricordo indelebile per qualche giovane, magari entrato per caso in una sala concertistica: ci auguriamo che qualcosa di simile possa accadere anche stavolta». Ma non ascolteremo solo miti dell’Early Music: alle Settimane Barocche di Brescia si esibiranno, in due serate, alcuni giovani vincitori del Premio delle Arti, un riconoscimento assegnato dal Ministero dell’istruzione, allievi provenienti dai Conservatori di Castelfranco Veneto e di Palermo, divisi nella sezione «Solisti» e in quella «Ensemble».

Si comincia nell’Abbazia di San Pancrazio a Montichiari, tradizionale luogo d’apertura, «ideale per fare musica, sia a livello acustico che estetico», spiega Beschi. Saranno cinque i Concerti per organo e orchestra di Händel, «vero banco di prova per strumentisti e virtuosi della tastiera, opere in cui la severità si fonde alla grazia». A Limone del Garda quartetti giovanili di Mozart, a Cremona (nell’ambito di Mondomusica) due bachiane Suites per violoncello solo. Inni alla Vergine nella Napoli barocca con lo spettacolo «Stella Mattutina», luminosa antologia vocale sacra curata dall’Arìon Choir & Consort di Pavia (più un rarissimo Stabat Mater di Emanuele d’Astorga). Un salto nel Basso Medioevo con la Reverdie, strepitosa doppia coppia di sorelle cantanti e polistrumentiste (e due musicisti ospiti) e il loro «Voyage en Italie» dedicato a Guillaume Dufay.

Continua anche la collaborazione con il festival modenese Grandezze & Meraviglie: l’Ensemble Aurora presenterà «Un percorso filosofico-musicale sulle tracce del contrappunto». «Non fatevi spaventare dal titolo altisonante – rassicura Beschi -: il gruppo di Enrico Gatti ha il suo punto di forza nella semplicità della pronuncia, a imitazione della voce umana». Una Serata Bach sarà affidata a Brixia Musicalis, i padroni di casa, alle prese con il Quinto Brandeburghese e la Seconda Suite per orchestra. Nell’ottica della varietas barocca non mancherà un recital violinistico. Altro spettacolo che promette magnificenze è quello dell’orchestra Zefiro diretta da Alfredo Bernardini (anche oboe solista), nel concerto «Lo specchio musicale», Vivaldi e Purcell a pieni giri.

Una tappa a Botticino, con esempi di «recitar cantando»; una versione speciale dell’Arte della fuga al teatro San Carlino, trascrizione appositamente realizzata dall’ensemble milanese Agláia; il programma di sala della serata è un vero e proprio piccolo saggio riguardante il capolavoro estremo di J. S. Bach. Tra gli appuntamenti più attesi c’è sicuramente quello con la viola da gamba di Jordi Savall accompagnata da Andrew Lawrence-King (arpa e salterio), in un affascinante percorso a ritroso nel tempo, alla ricerca delle radici della musica europea. Per concludere si frequenterà la poco conosciuta chiesa cittadina di San Giorgio: Sonate italiane con i grandi nomi di Enrico Bronzi, Michele Barchi, Gaetano Nasillo, Sara Bennici. Musica antica luminosa, raggiante, nuova di zecca.

Enrico Raggi