14 ottobre 2005 | Giornale di Brescia
di Marco Bizzarrini

Massimo Lonardi, liutoCon un concerto per voce e liuto dedicato a Marenzio e Dowland prosegue stasera (ore 20.45), nella Sala della Comunità di Monticelli Brusati, il festival delle “Nuove Settimane Barocche”. Protagonisti della serata saranno il soprano Lavinia Bertotti e il liutista Massimo Lonardi, entrambi specializzati nella musica del tardo Rinascimento. Ingresso 12 euro (ridotto 9 euro).

John Dowland, eccellente liutista e compositore dell’età elisabettiana, fu un grande ammiratore dell’opera di Luca Marenzio. Una sceltissima raccolta di madrigali del maestro bresciano, con testo tradotto in inglese, era apparsa a Londra nel 1590, destando l’entusiasmo dei compatrioti di Shakespeare. Così, nella premessa al cortese lettore del suo “First Book of Songs or Ayres” (1597), Dowland si dichiarò altamente onorato di aver ricevuto numerose ed amichevoli lettere dal celeberrimo (“the most famous”) Luca Marenzio.

La sensuale polifonia del madrigale italiano aveva conquistato le menti e i cuori dei compositori britannici. Questi ultimi svilupparono poi un indirizzo stilistico molto personale, cercando di rendere i componimenti ancor più melodiosi, nel tentativo di raffinare la cantabilità della lingua inglese.

Come Marenzio, nei madrigali e nelle villanelle (di cui il concerto offre un florilegio, trasponendo l’originale polifonia a tre, quattro o cinque voci nella versione «ariosa» per canto e liuto) esplorò l’intera gamma delle emozioni umane, toccando un vertice di assoluta espressività in «Dolorosi martir», così Dowland nei suoi Songs (originali per voce e liuto) seppe toccare le corde della gioia ma anche della malinconia, dell’umorismo erotico ma pure della black comedy tipicamente inglese che ha per oggetto la disperazione d’un cuore infranto.