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TESORI DEL BAROCCO VENEZIANO

 

31/10 - ore 20:30

CELLATICA (BS), Auditorium della Fondazione Zani

 

I VIRTUOSI ITALIANI

GIANFRANCO BORTOLATO oboe

 

Nell’ambito della mostra “Magnifica Eleganza. Tiepolo e Guardi tra arte e moda” Il secondo appuntamento del ciclo di concerti dedicati a Venezia, ideato dal Maestro Alberto Martini in occasione della mostra Magnifica Eleganza. Tiepolo e Guardi tra arte e moda, conduce il pubblico nel cuore della grande stagione musicale veneziana del primo Settecento. Protagonista della serata è l'oboe, strumento che proprio in quegli anni conquistò un ruolo di primo piano grazie all'opera di compositori come Antonio Vivaldi, Tomaso Albinoni e Alessandro Marcello, accanto ai quali il programma riscopre pagine di straordinario interesse firmate da autori oggi meno noti, ma altrettanto significativi, quali Diogenio Bigaglia, Domenico Elmi e Giovanni Benedetto Platti. Interpretati da I Virtuosi Italiani con il solista Gianfranco Bortolato, i concerti rivelano la sorprendente varietà espressiva dell'oboe: dalla brillantezza virtuosistica alla cantabilità più intensa, in un percorso che alterna celebri capolavori a preziose rarità. Completa il programma la celebre Sonata "La Follia" di Vivaldi, uno dei vertici della fantasia e dell'invenzione strumentale del compositore veneziano. Un concerto che restituisce tutta la ricchezza della Venezia musicale del XVIII secolo, città in cui arte, eleganza e innovazione dialogavano continuamente, proprio come nelle opere di Tiepolo e Guardi esposte alla Fondazione Zani.

 

PROGRAMMA

Antonio VIVALDI     

Concerto di Parigi n. 5 per archi e basso continuo in do maggiore RV 114         

 

Tomaso ALBINONI    

Concerto a cinque in re min. Op. IX n.2 per oboe, archi e basso continuo

 

Diogenio BIGAGLIA 

Concerto en si bemolle maggiore per oboe ed archi 

                                                                       

Domenico ELMI            

Concerto in la minore per oboe ed archi. 

Adagio - Allegro - Grave - Allegro

 

Antonio VIVALDI          

Sonata “La Follia” in re minore per due violini e continuo Op. 1 n. 12  RV 63

Tema con variazioni

                       

Giovanni B. PLATTI    

Concerto in sol minore per oboe ed archi. 


Alessandro MARCELLO  

Concerto in re min. per oboe, archi e basso continuo

 

Il programma racchiude il desiderio di poter esplorare le potenzialità espressive dell’oboe a Venezia nel primo Settecento, periodo in cui compositori come Vivaldi, Bach, Haendel e Scarlatti stavano conquistando il mondo della musica. 

 

E Venezia è sicuramente la città considerata la capitale della musica barocca o quantomeno la città di grandi compositori come Vivaldi, Albinoni, Marcello che hanno composto famosi concerti per oboe. 

Ma vi sono altri compositori meno conosciuti, (Bigaglia, Elmi, Platti) che nello stesso periodo hanno composto concerti per oboe che meritano sicuramente una giusta attenzione e considerazione. 

Diogenio Bigaglia (1676 - 1745) è anche quella oggi meno conosciuto. Se i fratelli Marcello erano nobili dilettanti veneziani, Bigaglia era invece un prete che trascorse tutta la sua età adulta nel monastero benedettino di San Giorgio Maggiore (attuale Giogio Cini) dove divenne priore nel 1713

Bigaglia fu un prolifico compositore non solo di musica sacra, ma anche di musica profana

Il concerto per oboe, conservato nel castello di Herdringen in Germania, presenta forme impeccabilmente vivaldiane; il suo linguaggio musicale largamente diatonico e leggermente sobrio deve qualcosa ad Albinoni. Il primo movimento ha un piglio comico sicuramente intenzionale -con ripetuti richiami del cucù-e la stessa spensieratezza caratterizza il finale a mò di giga. In contrasto, il languido movimento lento in sol minore che è strumentato per oboe e basso continuo.

Della vita di Domenico Elmi (1676-1744) sappiamo molto poco; nativo di Venezia si distinse verso il 1760 con varie composizioni di musica ecclesiastica. Questo virtuoso filarmonico inoltre aveva una grande abilità nel violino e nella viola.

Il concerto per oboe, colorato ed emozionante, è una vera scoperta; il suo stile ricorda la musica di Giovanni Gabrieli (1557-1612) un compositore che lavorò come organista nella Basilica di San Marco a Venezia 

Tra i musicisti veneziani cresciuti all’ombra di Vivaldi c’era Giovanni Benedetto Platti (1697-1763) il cui strumento principale era l’oboe, benché potesse anche rendersi utile come clavicembalista, violinista e tenore. Nel 1722 fu ingaggiato alla corte del principe-arcivescovo di Bamberg-Wurzburg dove finì i suoi giorni.

Un solo concerto per oboe sopravvive in autografo nella biblioteca dei conti Schoenborn a Wiesentheid, in Bassa Franconia. Sin dall’inizio è evidente la forte impronta vivaldiana di questo concerto, stilistica non meno che strutturale 

La musica di Platti è ricca di passione e gusto, con un’armonia e modulazioni ingegnose e materiale tematico incisivo. La sua scrittura è più ampia di quella di Vivaldi, tendendo verso le più ampie proporzioni di un concerto d’epoca classica.

 

 


 

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