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Fiddle!  4/4

Il Violino Swing

 

08/11 ore 21:00

M.I.T.A. - Museo Internazionale del Tappeto Antico

 

SWINGIN' VIOLINS

MARTINO PELLEGRINI, Violino

FEDERICO ZALTRON, Violino

 

ALESSANDRO CENTOLANZA, chitarra

MARCO ROTTOLI, contrabbasso

 

 

 

Federico Zaltron e Martino Pellegrini, due dei principali violinisti jazz italiani, si incontrano in concerto per condividere la loro profonda passione per lo swing degli anni `30. Un incontro tra tradizione e creatività, in cui il linguaggio dello swing si fonde con la versatilità del violino, offrendo al pubblico un'esperienza ricca di emozione, ritmo e leggerezza. Una danza tra due violini, in cui i due artisti si alternano costantemente nei ruoli di solista e accompagnatore, un dialogo che alterna momenti di raffinata cantabilità a passaggi brillanti e virtuosistici, restituendo tutta la vivacità e il carattere di un repertorio senza tempo.

 

Il duo sarà accompagnato da Alessandro Centolanza alla chitarra e da Marco Rottoli al contrabbasso.

 

 

Produzione Originale Settimane Barocche in Collaborazione con il Prof. Michele Dal Lago

 

In inglese esiste una distinzione che l'italiano non conosce, o meglio: non ha mai sentito il bisogno di nominare. Violin e fiddle sono lo stesso strumento — stesse quattro corde, stesso archetto, stessa cassa armonica — ma indicano due mondi separati, quasi due classi sociali. Il violin è quello del conservatorio, del leggio, del frac; il fiddle è quello del barn dance, della strada, del pub irlandese, del carrozzone rom. Stessa cosa, nomi diversi: la lingua registra una frattura che la storia ha prodotto.

 

In Italia quella frattura non ha nome, ma esiste eccome. Il violino è stato progressivamente sottratto alla sua dimensione popolare e consegnato alla sala da concerto, al repertorio colto, all'immaginario borghese. Eppure per secoli era stato tutt'altro: strumento da ballo, da osteria, da pellegrinaggio. La tradizione popolare italiana lo conosce bene — lo conosceva, almeno, prima che quella memoria si assottigliasse fino quasi a sparire.

Ma il violino — il fiddle — non si è fermato qui. È forse lo strumento più nomade che esista: lo trovi nelle danze celtiche e nelle ballate degli Appalachi, nel jazz manouche di Django Reinhardt e nel western swing texano di Bob Wills, nelle tarantelle calabresi e nelle jigs irlandesi. Ha attraversato classi sociali, etnie, oceani e continenti senza perdere la propria voce.

Fiddle! nasce da questo doppio movimento: restituire al violino la sua dimensione popolare e nomade, e farlo al M.I.T.A. di Brescia in due giornate di novembre. Quattro appuntamenti distribuiti nel weekend, ciascuno costruito come incontro tra musica e racconto.

Non una rassegna di stili, ma un ritratto corale di uno strumento che non ha mai smesso di camminare.

 

 


 

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