Associazione Nuove Settimane Barocche | Via Benedusi, 53 - Botticino Sera (BS) 25082
Partita Iva/Codice Fiscale 02456170980
.jpeg)
PUOI ACQUISTARE ANCHE SOLO 1 DEI 4 BIGLIETTI DELLE DUE GIONATE!
Fiddle! 4/4
Il Violino Swing
08/11 ore 21:00
M.I.T.A. - Museo Internazionale del Tappeto Antico
SWINGIN' VIOLINS
MARTINO PELLEGRINI, Violino
FEDERICO ZALTRON, Violino
ALESSANDRO CENTOLANZA, chitarra
MARCO ROTTOLI, contrabbasso
Federico Zaltron e Martino Pellegrini, due dei principali violinisti jazz italiani, si incontrano in concerto per condividere la loro profonda passione per lo swing degli anni `30. Un incontro tra tradizione e creatività, in cui il linguaggio dello swing si fonde con la versatilità del violino, offrendo al pubblico un'esperienza ricca di emozione, ritmo e leggerezza. Una danza tra due violini, in cui i due artisti si alternano costantemente nei ruoli di solista e accompagnatore, un dialogo che alterna momenti di raffinata cantabilità a passaggi brillanti e virtuosistici, restituendo tutta la vivacità e il carattere di un repertorio senza tempo.
Il duo sarà accompagnato da Alessandro Centolanza alla chitarra e da Marco Rottoli al contrabbasso.
Produzione Originale Settimane Barocche in Collaborazione con il Prof. Michele Dal Lago
In inglese esiste una distinzione che l'italiano non conosce, o meglio: non ha mai sentito il bisogno di nominare. Violin e fiddle sono lo stesso strumento — stesse quattro corde, stesso archetto, stessa cassa armonica — ma indicano due mondi separati, quasi due classi sociali. Il violin è quello del conservatorio, del leggio, del frac; il fiddle è quello del barn dance, della strada, del pub irlandese, del carrozzone rom. Stessa cosa, nomi diversi: la lingua registra una frattura che la storia ha prodotto.
In Italia quella frattura non ha nome, ma esiste eccome. Il violino è stato progressivamente sottratto alla sua dimensione popolare e consegnato alla sala da concerto, al repertorio colto, all'immaginario borghese. Eppure per secoli era stato tutt'altro: strumento da ballo, da osteria, da pellegrinaggio. La tradizione popolare italiana lo conosce bene — lo conosceva, almeno, prima che quella memoria si assottigliasse fino quasi a sparire.
Ma il violino — il fiddle — non si è fermato qui. È forse lo strumento più nomade che esista: lo trovi nelle danze celtiche e nelle ballate degli Appalachi, nel jazz manouche di Django Reinhardt e nel western swing texano di Bob Wills, nelle tarantelle calabresi e nelle jigs irlandesi. Ha attraversato classi sociali, etnie, oceani e continenti senza perdere la propria voce.
Fiddle! nasce da questo doppio movimento: restituire al violino la sua dimensione popolare e nomade, e farlo al M.I.T.A. di Brescia in due giornate di novembre. Quattro appuntamenti distribuiti nel weekend, ciascuno costruito come incontro tra musica e racconto.
Non una rassegna di stili, ma un ritratto corale di uno strumento che non ha mai smesso di camminare.