logo sbb - online.jpeg

Contattaci

Associazione Nuove Settimane Barocche | Via Benedusi, 53 - Botticino Sera (BS) 25082

Partita Iva/Codice Fiscale 02456170980

 

Amministrazione Trasparente

 

Privacy Policy

J. S. BACH - SONATE E PARTITE PER VIOLINO SOLO

24-09-2025 12:29

Settimane Barocche

2025,

J. S. BACH - SONATE E PARTITE PER VIOLINO SOLO

24 ottobre 2025BRESCIA, CHIESA DI SAN CRISTOJULIAN KAINRATH violinoJ. S. BACH SONATE E PARTITE PER VIOLINO SOLO

kainrath.jpeg

24 ottobre 2025, ore 20:00
BRESCIA, CHIESA DI SAN CRISTO



JULIAN KAINRATH violino

 

 

J. S. BACH SONATE E PARTITE PER VIOLINO SOLO 

 

SONATA NO.1 IN SOL MINORE, BWV 1001


Adagio – Fuga, Allegro – Siciliana - Presto

PARTITA NO.1 IN SI MINORE, BWV 1002


Allemande – Double – Courante – Double, Presto – Sarabande – Double - Tempo di Bourrée - Double

PARTITA NO.2 IN RE MINORE, BWV 1004 
Allemande – Courante – Sarabande – Gigue - Chaconne


INGRESSO AI CONCERTI:
 
Intero: 15€
Ridotto: 10€ (riservato agli under 30 e over 65)
é possibile acquistare i biglietti un'ora prima del concerto direttamente sul luogo dell'esecuzione o sul sito web.
 

 

 

ACQUISTA SUBITO

 

Online sarà possibile acquistare solamente il biglietto intero.  


L'accesso agli eventi sarà consentito fino alla massima capienza dei posti disponibili in sala.

 

Al soggiorno bachiano di Köthen (1717-1723) risalgono le Sonate e Partite per violino solo. L'autografo reca la data 1720, ma si tratta dell'anno in cui la raccolta fu preparata, verosimilmente per essere data alle stampe; sono assai più incerte invece le date di composizione delle singole Sonate e Partite. La serie si apre con uno degli Adagi più belli e intensi mai scritti da Bach, ad esordio della massima raccolta di letteratura per violino. La Sonata n. 1 in sol minore è in quattro tempi, derivati dalle consuetudini della Sonata da chiesa secondo l'alternanza dei tempi lento - veloce - lento - veloce: Adagio introduttivo, Fuga, Siciliana e Presto (le Partite presentano invece i movimenti delle suite di danza).
Nell'Adagio Bach presenta una scrittura estremamente espressiva in cui gli accordi che conducono il discorso armonico - generalmente, ma non esclusivamente posti sul primo e terzo tempo delle battute - sono collegati da scorrevoli linee melodiche dense e da altre voci in polifonia. Il violino diviene così una sorta di alter ego sublimato della voce umana, come spesso Bach ha dimostrato anche nelle Cantate e nelle Passioni (si pensi alla meravigliosa Erbarme dich nella Matthäus Passion). Sulla natura e sulle modalità esecutive di questi pezzi violinistici di Bach la musicologia ha spesso dibattuto (Albert Schweitzer giunse perfino a ipotizzare la presenza di un diverso tipo di arco, assai più curvo, per eseguire contemporaneamente i numerosi accordi di quattro suoni che permeano la polifonia violinistica di Bach), interrogandosi ad esempio sul possibile musicista destinatario, data la difficoltà dei pezzi. Tra i nomi dei violinisti dell'epoca possiamo ipotizzare Johann Georg Pisendel - a lungo considerato il più importante violinista tedesco - Joseph Spiess o Johann Paul von Westhoff (autore di una raccolta di sei Partite per violino solo), ma non si deve escludere l'ipotesi che anche lo stesso Bach suonasse questi pezzi.
Per la sua scrittura l'Adagio non è dunque percepito come un pezzo a sé stante, ma piuttosto come un movimento introduttivo, un vero e proprio Preludio, alla celeberrima Fuga che segue, trascritta da Bach anche per liuto (in sol minore) e per organo (in re minore). L'esposizione della Fuga, come è prassi, presenta tutti i materiali utilizzati: il soggetto a note ribattute (molto interessante sotto il profilo della distribuzione ritmica del disegno) con il suo controsoggetto (a crome staccate) e una successione scorrevole di note veloci, utilizzate per i cosiddetti "divertimenti" della Fuga, gli episodi in cui il soggetto non è presente.
Il terzo movimento, Siciliana, è una sorta di eccezione nelle Sonate di Bach che, a differenza delle Partite, non presentano movimenti legati alla danza. Il compositore allenta la tensione serrata e inesorabile creata dalla Fuga con un andamento lento e malinconico, in si bemolle maggiore, gestito con sapienza attraverso la creazione di una sorta di dialogo interno al violino fra i registri - basti ascoltare l'inizio per averne subito un'idea - e la scrittura polifonica (i temi musicali girano tra le diverse voci).
Il Presto finale, bipartito, è un travolgente caleidoscopio in moto perpetuo, un prisma cangiante che viaggia tra le due importanti aree del percorso armonico (dalla tonica alla dominante e ritorno) con un continuo cambiamento di arcate e fraseggi che si susseguono all'interno di un disegno ritmico sempre uguale, che procede quasi senza sosta. In questo modo Bach gioca continuamente con gli accenti delle battute, assecondandoli o eludendone la spinta, con le legature delle note, senza mai far cessare un senso chiaro di fluidità e scorrevolezza.

La Partita in si minore si distingue perché ogni danza è seguita dal suo Double. Questo consiste in una variazione condotta sull'ipotetico basso fondamentale della danza corrispondente. La scrittura di Bach per strumento ad arco solista è condotta in un gioco di domande e risposte che simula le parti essenziali dì una scrittura polifonica. Il processo mentale del comporre era per Bach organizzato tenendo sempre di vista la possibilità della combinazione polifonica. È noto che egli poteva improvvisare una o più parti durante la concertazione delle sue opere. E pertanto era necessario che ogni linea melodica si attenesse ad una scelta intervallare tale da rendere possibile l'incontro armonico con altre voci. Il principio della variazione svolto in questi Doubles è appunto quello di una libera figurazione melodica fra i poli armonici della danza corrispondente.

La Partita in re minore si apre con una Allemanda, forma di musica strumentale già entrata nella suite fin dal '600, perdendovi, insieme al carattere di danza vera e propria, alcuni lineamenti metrici e agogici. In tempo pari e di movimento moderato, essa inizia con un caratteristico «in levare». Alla Allemanda, sempre nella suite strumentale, seguiva di norma la più vivace Corrente, di origine franco-italiana, sostituita in tempi posteriori dalla Gavotta o anche dalla Sarabanda che invece nella presente Partita, segue la Corrente come terzo movimento, anch'esso ternario e, contrariamente alla sua origine di danza sfrenata (donde l'uso, anche oggi, di indicare un gran rumore e una gran confusione con il termine di «sarabanda»), si trasformò in un pezzo dall'andamento grave e solenne. Anche la successiva Giga è un esempio di danza popolare, di origine probabilmente inglese, passata a musica d'arte già alla fine del secolo XVI; è di movimento veloce, in 6/8, 6/4 o, come questa, in 12/8.
A coronamento della Partita in re minore, sta la famosa Ciaccona, una delle vette di tutta l'arte strumentale di Giovanni Sebastiano Bach. Tralasciando le numerose questioni riguardanti l'antichissima forma musicale della Ciaccona (a cominciare dall'origine incertissima del nome per finire alle sottili differenze che si è cercato di addurre per distinguerla dalla Passacaglia), a intendere meglio la presente pagina bachiana basti ricordare che tutta la composizione si rinnova di continuo ora nella linea melodico-polifonica, ora in quella armonica, ora nelle figure ritmiche, ora in più d'una insieme di queste componenti; ciò pur non derogando una sola volta dallo schema d'impianto iniziale di otto battute, che obbliga lo strumento a rientrare nella tonalità di re all'inizio di ogni variazione, con l'assoluta regolarità imposta dalla forma di «ostinato» tipica della ciaccona. A chi ama le statistiche del pentagramma riferiamo che tali variazioni di otto battute ciascuna sono 15 e mezza nella prima parte (re minore), 9 e mezza nella parte centrale in re maggiore, mentre 6 sono le variazioni nella ripresa in minore, più una battuta di chiusa.
S'è vero che l'arte risulta dal conseguimento di una perfetta compenetrazione reciproca di limiti e di libertà, se è vero che, in essa, con grande forza «morale» e con puntiglio si debbono rispettare certi obblighi ma che con non minori forza e puntiglio s'ha da mettere in moto la fantasia inventiva per tramutare quegli obblighi e quei limiti in elementi costruttivi e in fattori di ordine, di equilibrio, di armonia, s'è vero questo, la Ciaccona di Bach per violino solo costituisce di tale estetico concetto una esemplare incarnazione.
 


Una giovane stella del violino
Il protagonista assoluto della serata è stato il ventenne violinista Julian Kainrath, che ha eseguito una ballata di Eugène Ysaÿe e la Ciaccona in re minore di Bach con potenza, espressione e straordinaria virtuosità. 
Johannes Sonnberger – Kronen Zeitung, 30 giugno 2025


Classico e poetico
[…] La capacità di Julian Kainrath di produrre un suono ricco, caldo e profondo, che colora le lontane armonie di Grieg con una malinconica gaiezza nell’Allegro molto e appassionato della sua terza sonata. In effetti, il giovane violinista tirolese rivela una rara abilità nel creare un suono corposo che proietta con grande forza fino agli angoli più lontani del cortile medievale del Musée de la Castre.
Wenceslas Godel – www.cult.news, 10 luglio 2024
“Certo, possiede un suono unico e corposo, ma è l’intelligenza musicale che è capace di restituire alle frasi musicali delle melodie, riempite di infinite inflessioni dalla dinamica cangiante, come versi d’una poesia a più voci, che costituisce il vero magistero della sua interpretazione.” 
Elena Biggi Parodi – L’Arena, 27 febbraio 2024

 

Vincitore dello Ysaÿe International Competition 2025 e del Discovery Award degli ICMA 2022, Julian Kainrath è un violinista che unisce profondità emotiva e brillantezza tecnica. Dopo il debutto a soli 16 anni con Adam Fischer e la Luxembourg Philharmonic Orchestra alla Philharmonie Luxembourg, si è esibito in alcune delle sale più prestigiose d’Europa.
Ha tenuto recital e concerti con orchestra in Italia, Germania, Francia, Austria, Svizzera e Stati Uniti. Tra gli appuntamenti più significativi si ricordano il debutto a Venezia nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice; al Museo Teatrale alla Scala di Milano; l’esecuzione delle Sonate e Partite di Bach al Festival Barocco del Teatro Ristori di Verona; i debutti con la Westdeutsche Sinfonia, l’Orchestra Sinfonica di Bari, la Streicherakademie Bozen, la National Symphony Orchestra of Ukraine, l’Orchestra Busoni, i Virtuosi Italiani e l’Orchestra Innstrumenti di Innsbruck, oltre a un progetto bachiano con la Klassische Philharmonie Bonn. Ha inoltre partecipato a diverse tournée in Italia, Austria, Germania e Belgio.
Si è esibito anche in numerosi Festival estivi quali l’Engadin Festival di St. Moritz, l’Althafen Stiftung di Berlino, il Bolzano Festival Bozen, il Festival Tonadico, il Festival Lago Maggiore Musica, il Festival di Bergerac e il Festival Jeune Talents a Cannes in Francia, gli Stiftskonzerte Klassik in Austria, il Festival Riviera di Ulisse a Roma e l’Art Gallery di Sofia in Bulgaria.
Kainrath si esibisce regolarmente come recitalista e ha condiviso il palcoscenico con artisti di fama internazionale come Till Fellner, Ilya Gringolts, Louis Lortie e Roberto Prosseda.
Gli impegni della stagione 2025/2026 includono un concerto con Daniel Hope e la Zürcher Kammerorchester al Kursaal di Merano, un’esibizione alla Smetana Hall di Praga con la North Czech Philharmonic, il debutto al Miami International Piano Festival, oltre a una tournée di recital in Italia, Austria, Germania e Spagna.
Nel 2026/2027 intraprenderà un’ampia tournée in Italia insieme alla pianista Lilya Zilberstein.